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C'è un momento storico, ovvero la storia della Palestina dai primi
del '900 a oggi; e c'è un momento contemporaneo,
la Palestina oggi nelle realtà di Gaza e della Cisgiordania.
Emergenza a Gaza, Rapporto, 11 luglio 2014 (TRADUZIONE)
di Diego Brugnoni
(13 luglio 2014). Fonte: OCHA oPT
Emergenza a Gaza, Rapporto, 11 luglio 2014 (TRADUZIONE)

Questo rapporto è prodotto da OCHA oPT (Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari nei Territori Occupati) in collaborazione con partner umanitari. Copre il periodo che va dal 10 all’11 luglio. Il prossimo rapporto sarà rilasciato il 12 luglio.


IN BREVE

  • 114 palestinesi sono stati uccisi dall’inizio dell’emergenza, di cui 88 (77%) civili
  • Alcuni attacchi di Israele hanno sollevato allarme in quanto hanno avuto in dei civili suoi obiettivi, compresa la distruzione delle case di presunti membri di gruppi armati
  • Un indiscriminato lancio di razzi da parte di gruppi armati da Gaza ha preso di mira principalmente centri abitati di Israele, provocando almeno 3 feriti tra i civili
  • La paura di un’imminente operazione di terra sta crescendo; circa 300.000 persone nelle aree vicino ai confini tra la Striscia di Gaza e Israele sono state avvisate di lasciare le proprie case
  • Infrastrutture di depurazione e acqua potabile sono state sin qui danneggiate in otto località della Striscia di Gaza, a danno di 350.000 persone
  • 680 palestinesi feriti, di cui due-terzi bambini e donne
  • 512 case distrutte o severamente danneggiate a Gaza
  • 3.250 palestinesi rimasti senza casa
  • 350.000 palestinesi colpiti dal danneggiamento delle infrastrutture idriche

PANORAMICA

L’emergenza a Gaza è entrata nel quarto giorno. Le ultime 24 ore sono state caratterizzate da un’escalation nei bombardamenti aerei e navali israeliani in tutta la Striscia di Gaza, accanto a un’intensificazione del lancio di razzi verso Israele. La paura di un’imminente operazione di terra a Gaza sta crescendo, tanto che diverse comunità periferiche a nord, nel centro e nel sud del territorio sono state contattate ieri per via telefonica da un messaggio registrato dall’esercito israeliano che avvertiva i residenti di evacuare le proprie case e muoversi verso vicine aree urbane. Mentre questi avvertimenti non hanno ancora implicato un significativo sfollamento, circa 300.000 persone potrebbero esserne colpite.

Dall’inizio delle operazioni militari (7 luglio), l’esercito di Israele ha condotto 700 raid aerei, lanciando più di 1.100 missili, 100 colpi di carro armato e 330 bombardamenti navali. Ciò ha causato l’uccisione di 114 palestinesi, di cui più di due-terzi (88 persone) civili, inclusi 30 bambini e 17 donne, secondo i dati preliminari raccolti dal Gruppo di Protezione sul territorio da diverse fonti. Inoltre, 680 palestinesi sono stati feriti, quasi due-terzi bambini (221) e donne (225), secondo di dati del Ministero della Salute Palestinese (MoH).

Alcuni di questi attacchi hanno sollevato preoccupazione in quanto hanno avuto come obiettivi civili, in violazione del principio di distinzione della Legge Umanitaria Internazionale. Tale preoccupazione è legata alla distruzione delle case di sospetti membri di gruppi armati: le case distrutte in queste circostanze vanno dalle 75 alle 83, secondo le stime delle organizzazioni palestinesi per i diritti umani. In molti casi, prima degli attacchi, i residenti sono stati avvertiti di lasciare le proprie case, o via telefono dall’esercito israeliano o tramite missili di avvertimento.

E’ stimato che dall’inizio delle operazioni un totale di 282 case è stato distrutto e altre 260 sono state danneggiate da attacchi israeliani. Ciò ha causato lo sfollamento di 3.250 persone, ospitate da parenti o vicini. Altre 360 persone che vivono in aree duramente colpite hanno trovato rifugio in varie scuole lungo la Striscia di Gaza.

In un altro episodio preoccupante avvenuto oggi, 11 luglio, attorno mezzogiorno, un aereo israeliano ha colpito un veicolo pubblico in servizio appartenente alla municipalità di Al Bureij, uccidendo due impiegati e ferendo tre passanti, tra cui un bambino di 9 anni morto poche ore dopo a causa delle ferite riportate.
Nella notte del 10 luglio, l’ospedale Al-Wafa nell’area est di Gaza City è stato direttamente colpito da un attacco di Israele.

Il lancio di razzi da parte israeliana nelle ultime 24 ore è stato intensificato. Circa 340 razzi hanno avuto come obiettivo diverse località israeliane, tra cui i principali centri come Gerusalemme, Tel Aviv e, per la prima volta, Haifa, nel nord di Israele. Mentre la maggior parte dei razzi è stata intercettata o è caduta in aree disabitate, pochi razzi hanno colpito case, auto e una cisterna di carburante nella città di Ashdod. Quest’ultimo attacco ha causato il ferimento di tre civili. Dal 7 luglio, i gruppi armati palestinesi hanno lanciato approssimativamente 1.150 razzi e 80 mortai verso Israele.

Le strade di Gaza rimangono principalmente vuote e quasi tutti i negozi sono chiusi, così come i luoghi istituzionali, tranne le strutture sanitarie. Mentre le le strutture di primo soccorso rimangono aperte, il numero di consulti medici è crollato a causa del fatto che molte persone hanno paura di lasciare le proprie case. Gli ospedali garantiscono solo servizi di emergenza, mentre la carenza di medicinali e il deficit di elettricità continuano.

Il valico di Erez e quello commerciale di Kerem Shalom continuano a funzionare solo parzialmente. Il valico di Rafah con l’Egitto è stato aperto eccezionalmente ieri e oggi per assicurare l’evacuazione di un limitato numero di palestinesi feriti. L’accesso al mare è proibito e tutte le attività di pesca sono state sospese: 3.600 pescatori sono al momento impossibilitati a mantenere i propri mezzi di sussistenza. Le aree agricole sono stante anch’esse colpite e si segnala la distruzione di mezzi di sussistenza.


BISOGNI UMANITARI E RISPOSTE


PROTEZIONE

Bisogno

  • Le squadre di emergenza psicosociale hanno valutato finora che 1.500 bambini sono stati direttamente colpiti dalla morte o dal ferimento di parenti e dalla distruzione delle loro case, e richiedono supporti specifici
  • Residuati inesplosi rappresentano il più grande rischio per la popolazione, e particolarmente per i bambini, specie quando lasciano i propri luoghi di rifugio per cercare le loro cose tra le macerie di case distrutte. Le Nazioni Unite hanno individuato sei ordigni inesplosi.

Risposta

  • Il 10 luglio, le squadre di emergenza psicosociale hanno condotto 42 visite a bambini feriti in 6 ospedali e 20 case colpite. Dall’inizio della crisi hanno raggiunto 133 bambini.
  • L’Ufficio dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani e suoi partner continuato a incrociare e validare le informazioni sulle vittime civili

Gap e vincoli

  • Il perdurare del conflitto continua a impedire il movimento del personale
  • Le squadre di emergenza psicosociale lavoro a capacità dimezzata

RIFUGI E OGGETTI NON ALIMENTARI

Bisogni

  • 542 famiglie sfollate (3.250 persone), le cui case sono state interamente distrutte o severamente danneggiate, hanno bisogno di rifugi e oggetti non alimentari quali materassi, coperte, kit per l’igiene, oggetti per la cucina, etc.
  • Nel medio termine hanno anche bisogno di contanti per coprire affitti e l’arredamento delle nuove sistemazioni, stimati in 2,7 milioni di dollari
  • Circa 1.000 famiglie (6.000 persone), le cui case hanno subito danneggiamenti ma che sono ancora abitabili, hanno bisogno di oggetti non alimentari quali teli e teloni di plastica

Risposta

  • Circa 360 persone hanno trovato rifugio in varie scuole, incluse 180 persone che hanno passato la notte nelle scuola UNRWA a Gaza City e Khan Younis
  • L’UNRWA è pronta ad accogliere 50.000 sfollati nelle sue scuole in caso di operazioni militari di terra
  • Il gruppo di lavoro sul territorio continua a raccogliere, verificare e incrociare le informazioni sulla distruzione e sul danneggiamento delle case, sulla base di fonti chiave e visite sul campo

Gap e vincoli

  • Le restrizioni al movimento delle persone causate dal perdurare del conflitto sono il più grande vincolo alla consegna degli oggetti non alimentari di prima necessità
  • L’UNRWA dispone di oggetti non alimentari per meno di 35.000 persone, contro le 50.000 che potrebbe accogliere nelle sue scuole

ACQUA, DEPURAZIONE E IGIENE

Bisogni

  • Il rifornimento idrico di almeno 800 persone è stato tagliato a causa di un ulteriore danneggiamento delle condutture a Jabalya, durante gli attacchi aerei
  • La municipalità di Rafah ha chiesto supporto per il mantenimento del servizio mobile di rifornimento idrico (8  cisterne)

Risposta

  • I servizi municipali costieri stanno valutando i danni e portando avanti limitate riparazioni alle infrastrutture danneggiate dalle operazioni militari
  • La municipalità di Gaza ha avviato la riparazione della conduttura che fornisce un campo profughi, con la protezione del Comitato Internazionale della Croce Rossa
  • L’UNRWA garantirà carburante per le infrastrutture idriche, coprendo le necessità fino alla fine dell’anno. La prima spedizione dovrebbe partire domani, se la situazione in termini di sicurezza lo consentirà
  • E’ stato consegnato ai servizi municipali costieri il primo carico di emergenza di cloro

Gap e vincoli

  • Le riparazioni di emergenza alle condutture che rifornisco uno dei campi profughi di Gaza sono minacciate dalla carenza di parti di ricambio, unite ai rischi di movimento delle persone a causa del perdurare del conflitto
  • La situazione di sicurezza impedisce valutazione riparazione dei danni, oltre al movimento dei fornitori di acqua

EDUCAZIONE

Bisogni

  • 19 scuole governative e 15 scuole UNRWA situate in prossimità dei siti attaccati hanno subito danneggiamenti dall’inizio dell’escalation e necessitano di manutenzione straordinaria
  • Una scuola di formazione agricola è irraggiungibile, e gli animali ospitati presso la scuola sono in disperato bisogno di cibo e acqua

Risposta

  • I gruppi di lavoro sul territorio sono stati impossibilitati a rispondere ai bisogni, a causa del perdurare del conflitto

Gap e vincoli

  • Mancanza di accesso alle scuole per la valutazione dei danni
  • Nessuna informazione disponibile sulle scuole situate nelle aree ad accesso ristretto

ASSISTENZA ALIMENTARE

Bisogni

Niente da evidenziare

Risposta

  • 270 famiglie sfollate ricevono voucher di emergenza dal Programma Alimentare Mondiale in collaborazione con Oxfam
  • Un totale di 1.820 persone sfollate sono state raggiunte dall’assistenza alimentare
  • Più di 200 persone ferite e ospedalizzate hanno ricevuto assistenza alimentare per il secondo giorno consecutivo; il Ministero della Salute palestinese ha richiesto l’aiuto del Programma Alimentare Mondiale per 3.100 ricoverati e staff sanitario
  • La distribuzione regolare di cibo continua; 830.000 rifugiati UNRWA e 177.000 rifugiati ricevono assistenza alimentare

Gap e vincoli

A causa della situazione in termini di sicurezza, il monitoraggio della situazione è minacciato, specialmente dove è richiesto l’accesso in aree agricole aperte per la valutazione dei danni


Il documento originale, in inglese, qui.

 
©2013. Una realizzazione di Diego Brugnoni. Grafica a cura di Diego Brugnoni e Pietro Gregorini. Shoah-Nakba.it è pubblicato con una Licenza Creative Commons.