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9 febbraio: fatti, idee e azioni contro la colonizzazione
di Michael Deas
(6 febbraio 2013). Fonte: Electronic Intifada
9 febbraio: fatti, idee e azioni contro la colonizzazione

Il prossimo sabato 9 febbraio sarà la giornata internazionale di boicottaggio dei prodotti agricoli israelianiPer leggere il comunicato e scaricare il volantino dell'evento si rimanda al sito della sezione italiana del movimento BDS (Boicottaggio Disinvestimento Sanzioni): qui.

Ne parla Michael Deas su "The Electronic Intifada". Segue traduzione in italiano dell'articolo per Shoah-Nakba. (db).


9 febbraio: gli attivisti si stanno preparando per una giornata di azione che guarderà alle compagnie israeliane esportatrici di prodotti agricoli, come Mehadrin e Hadakalim, e al loro ruolo nel processo di colonizzazione e espropriazione della terra ai contadini palestinesi.

In una dichiarazione, a titolo "Coltivando l'ingiustizia", pubblicata all'inizio di questo mese, tutte le principali organizzazioni agricole palestinesi hanno chiesto "il lancio di campagne in tutto il mondo, per il 9 febbraio, contro le aziende israeliane esportatrici di prodotti agricoli alla luce della loro profonda complicità nelle continue violazioni del Diritto internazionale e dei Diritti umani dei palestinesi".

Attivisti, sindacalisti e organizzazioni non governative di tutta Europa hanno programmato manifestazioni per la giornata, molte delle quali si prefiggono di sensibilizzare le catene di distribuzione alimentare al boicottaggio delle aziende operanti negli insediamenti, come ha fatto la catena di supermercati britannica Co-operative.

La Agrexco, che per lungo tempo è stata la più grande azienda esportatrice di prodotti agricoli israeliani, è stata messa in liquidazione nel 2011 a seguito di una crisi finanziaria in parte prodotta dalle campagne contro la società lanciate in una dozzina di paesi europei. Il marchio Agrexco è oggi utilizzato dal Gruppo Bickel, sebbene i volumi delle esportazioni sembrano essere piuttosto bassi.

Ricercatori del Corporate Watch sono attualmente in Palestina a condurre una ricerca sulla complicità tra le aziende e l'apartheid israeliana. Il gruppo sta pubblicando le proprie conclusioni sul sito CorporateOccupation.org.

La società israeliana che ha ripreso la maggior parte della quota di mercato di Agrexco è la Mehadrin, che opera ed esporta da diversi insediamenti nella Valle del Giordano. La nuova ricerca di Corporate Watch dimostra che la Mehadrin continua a operare all'interno di un insediamento (illegale) chiamato Beqa'ot, nella Valle del Giordano.

I ricercatori hanno individuato un magazzino pieno di imballi con la dicitura "Prodotto in Israele": ciò suggerisce che la Mehadrin inganna sistematicamente i supermercati europei sull'origine dei propri prodotti, ovvero gli insediamenti nei Territori occupati palestinesi e non "Israele".

Una precedente ricerca di Corporate Watch dimostrò come i palestinesi fossero costretti a lavorare nelle strutture di imballaggio controllate dalla Mehadrin per un salario di 56 shekels (15 dollari) al giorno.
Con un fatturato annuo di oltre 1 miliardo di shekel (269 milioni di dollari), Mehadrin è il leader nella distribuzione degli agrumi a marchio "Jaffa", e gestisce filiali e magazzini nel Regno Unito, nei Paesi Bassi, in Svizzera, in Svezia e negli Stati Uniti d'America.

Un'altra società che ha ampliato la propria attività sulla scia del collasso di Agrexco è la Hishtil, attiva nella coltivazione di piante e nella produzione di frutta fresca, con partner in Italia, Turchia, Sudafrica, Francia e non solo. Corporate Watch ha pubblicato alcune foto che dimostrano come la Hishtil lavori negli insediamenti (illegali) di Almong e Mehola, sempre nella Valle del Giordano.

Inoltre, Corporate Watch ha provato che la EDOM, azienda esportatrice in parte di proprietà britannica, continua a esportare prodotti dall'insediamento di Tomer. La EDOM, che rifornisce alcuni supermercati britannici come Waitrose e Sainsbury, aveva promesso di interrompere le esportazioni dagli insediamenti. Nuove prove fotografiche hanno dimostrato che quella fu una promessa vuota.

Nel suo nuovo rapporto "Feasting on hunger" l'organizzazione palestinese per i diritti umani "Al Haq" invita gli stati "a rispettare i loro obblighi internazionali, mettendo al bando i prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani". La relazione si concentra sulle esportazioni dalla Valle del Giordano: ha dimostrato così che i prodotti agricoli coltivati negli insediamenti sono la gran parte del totale delle esportazioni israeliane dell'industria agricola, e che ben il 60% degli insediamenti illegali nella Valle del Giordano sono economicamente dipendenti dalle esportazioni di questi prodotti.

 
©2013. Una realizzazione di Diego Brugnoni. Grafica a cura di Diego Brugnoni e Pietro Gregorini. Shoah-Nakba.it è pubblicato con una Licenza Creative Commons.